Il nostro servizio di consulenza per mamme lavoratrici autonome nasce con l’obiettivo di offrire un servizio di consulenza personalizzato, che prenda in esame l’esatta situazione lavorativa in tutti i dettagli, per valutare al meglio tutte le possibilità di richiedere incentivi e agevolazioni spettanti di diritto alle neomamme o future mamme lavoratrici autonome.
I diritti delle lavoratrici autonome che si preparano a diventare madri, rappresentano una questione molto importante, soprattutto all’interno della realtà italiana dove molte donne, non godendo delle stesse tutele del lavoro dipendente, rimandano o rinunciano a mettere al mondo un bambino per il timore di perdere la propria posizione lavorativa conquistata con il tempo. Se è comunque vero che la gravidanza comporta una serie di attenzioni, cure e periodi da dedicare al riposo o a visite mediche è anche vero che lo Stato mette a disposizione delle donne lavoratrici autonome delle agevolazioni di natura economica, con l’obiettivo di offrire un supporto valido per affrontare al meglio il proprio percorso di lavoro e di vita. Conoscere questi incentivi e sapere come accedervi non è difficile, ma spesso si può far confusione tra notizie e aggiornamenti sempre nuovi in materia: per questo il nostro servizio di consulenza per lavoratrici autonome permette una visione chiara su quali siano i propri diritti e come fare per ottenerli.

A chi è rivolto e quali requisiti

Il nostro servizio di consulenza è rivolto a tutte le future mamme lavoratrici autonome. Cosa significa nello specifico? Ci riferiamo, in questo caso, ad una categoria abbastanza vasta composta da donne che non svolgono un lavoro dipendente, appartenenti ad una alle seguenti tipologie:

  • imprenditrici, cioè donne che detengono e impiegano mezzi, capitali e investimenti per lo sviluppo di prodotti o servizi;
  • libere professioniste iscritte agli Ordini, ovvero in possesso di partita iva e iscritte ad un ordine professionale;
  • libere professioniste in gestione Separata, cioè in possesso di partita iva ma non iscritte ad un ordine professionale;
  • libere professioniste appartenenti a categorie speciali (si intendono, ad esempio, categorie come quelle artigiane, commercianti e agricole);
  • lavoratrici con contratto co.co.co.

Per tutte queste donne che non godono delle tutele tipiche del rapporto di lavoro dipendente, può risultare davvero molto complicato destreggiarsi tra leggi, norme e nuovi provvedimenti e capire a cosa si ha diritto e a cosa invece no. Inoltre, impegnate con gravidanza e lavoro, il tempo per effettuare queste meticolose ricerche potrebbe non essere sufficiente. Per questo un servizio di consulenza può risolvere velocemente ogni dubbio o perplessità.

A cosa hai diritto se sei lavoratrice autonoma

Le tutele per le lavoratrici autonome, ad ogni modo, sono differenti a seconda della categoria di appartenenza: per le libere professioniste iscritte agli ordini, la tutela dipende dalle specifiche disposizioni della cassa professionale. Sono poi tutelate in modo ancora differente le libere professioniste iscritte alla gestione Separata e quelle iscritte alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi (commercianti, artigiani, agricoli).

Vediamo alcune tra le principali agevolazioni previste per le future mamme lavoratrici autonome:

  • Indennità di maternità: questo tipo di agevolazione è garantita a tutte le categorie di lavoratrici in gravidanza e comporta, durante il periodo di assenza o sospensione del lavoro, un’indennità economica.
  • Bonus Bebè, ovvero l’assegno di natalità a cui si ha diritto una volta nato il bambino, che corrisponde alla ricezione di somma mensile fino al compimento del primo anno d’età.
  • Bonus Mamma Domani: è un bonus che può essere richiesto a partire dal settimo mese di gravidanza e prevede l’erogazione di una somma (una tantum) pari a 800,00 € una volta nato il bambino.

A questi bonus, in seguito, potranno aggiungersi altri tipi di agevolazioni previste per le madri e per la famiglia (come, ad esempio il bonus asilo nido o l’assegno familiare), che dovranno essere richiesti sempre rispettando determinate tempistiche e requisiti.

Indennità di maternità per mamme lavoratrici autonome

Anche se alle lavoratrici autonome non spetta l’astensione obbligatoria dal lavoro, esse godono comunque di una indennità di maternità: questa prevede un versamento economico distribuito in 5 mensilità che corrispondono, di solito, ai due mesi prima del parto e ai i tre mesi dopo il parto. La modalità di richiesta e la somma, che va calcolata secondo specifici parametri, differiscono a seconda delle diverse categorie lavorative in cui le donne sono inquadrate:

  • Per le donne iscritte a Casse private, l’indennità è pari all’80% della retribuzione annua dichiarata per l’anno precedente; è comunque prevista una soglia minima garantita e la somma potrà essere percepita anche se non l’attività lavorativa non subisce interruzioni.
  • Per le lavoratrici con partita iva iscritte alla gestione Separata dell’Inps, sarà necessario avere almeno 3 mesi di contributi versati nei 12 mesi precedenti l’evento della maternità, e l’importo dell’indennità si ottiene considerando un calcolo riguardante il reddito imponibile dei 12 mesi precedenti e i versamenti effettuati.

Richiedere l’indennità è una procedura non troppo complicata che può diventare ancora più semplice e veloce grazie al supporto di professionisti esperti che sapranno dedicarsi completamente al tuo caso, guidandoti sulla strada giusta.

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